La Cassazione boccia nuovamente il contratto finanziario “4 You”: è troppo rilevante lo squilibrio a danno dei clienti. Con l’ordinanza n. 3679 del 7 febbraio 2019, la Cassazione torna a esprimersi sul contratto di finanziamento “4You”, proposto negli anni scorsi da una primaria Banca italiana ai risparmiatori, e ne conferma la nullità.

La pronuncia, che ha accolto – con rinvio – il ricorso proposto da un cliente, è di particolare interesse perché, dopo aver sinteticamente delineato la fattispecie contrattuale (destinata all’acquisto di prodotti finanziari, con dichiarata finalità di natura previdenziale), coglie i solidi motivi di illegittimità, ripercorrendo i passaggi fondamentali di alcune note sentenze sul tema e distaccandosi dal dictum della Corte di Appello di Firenze, che aveva escluso il carattere aleatorio del contratto  – limitandosi a rilevare la sussistenza di una funzione di risparmio diretto alla costituzione di un capitale a lunga scadenza, senza adeguatamente valutare il netto squilibrio tra Banca e risparmiatore – .

Le tesi esposte sono lineari e convincenti.

La Suprema Corte, infatti, evidenzia la netta discrasia delle posizioni assunte dai contraenti: mentre «la banca acquista l’immediata disponibilità della somma erogata a mutuo da destinare ad investimento finanziario senza vincoli di mandato e lucra gli interessi restitutori», il sottoscrittore «matura, ma solo alla scadenza, il premio del proprio investimento purché questo risulti attivo».

Nel complesso, pertanto, sussiste una grave iniquità delle pattuizioni, con un’alea extra ordinem addossata unicamente in capo al risparmiatore: per tale ragione, i Giudici di legittimità hanno correttamente ritenuto che tale contratto «non è meritevole di tutela ex art. 1322, comma 2, c.c., poiché si pone in contrasto con i principi desumibili dagli artt. 38 e 37 Cost. sulla tutela del risparmio e l’incentivo delle forme di previdenza anche privata».

Sotto tale profilo, la ratioche traspare nell’ordinanza è assolutamente condivisibile: non può aver diritto di cittadinanza nel nostro ordinamento un contratto che origini dallo «sfruttamento, da parte degli operatori professionali, in potenziale conflitto di interessi con il cliente, delle preoccupazioni previdenziali di quest’ultimo, mediante operazioni negoziali complesse di rischio e di unilaterale riattribuzione del proprio rischio d’impresa, in ordine alla gestione di fondi comuni, in capo all’investitore».

In questo caso – come, purtroppo, in tanti altri nel settore bancario-finanziario – lo squilibrio tra le controprestazioni (associato alla tradizionale asimmetria informativa) è abnorme: nel prodotto “4You”, infatti, il raggiungimento di un beneficio economico futuro a fini previdenziali è «radicalmente disatteso non dall’andamento imprevedibile dei mercati, ovvero da un rischio che poteva essere contenuto nel nucleo causale del contratto atipico in questione, ove accompagnato dalle cautele previste dal Tuf e dalla normazione regolamentare Consob, ma dal tessuto di regole e vicoli contrattuali, congegnati in modo tale da esporre il cliente esclusivamente a conseguenze svantaggiose».

Toccherà adesso alla Corte di Appello, in diversa composizione, esaminare nuovamente il caso, facendo applicazione dei chiarissimi principi espressi dalla Cassazione.